Premio Ciampi città di Livorno 2017
aperte le iscrizioni
scadenza 30/07/2017

Bando di concorso 2017

“Jazz e canzone d’autore” e gran concerto finale

 

vincitoriB900

Sabato 26 novembre
“Jazz e canzone d’autore” - Teatro Goldoni
Gran concerto finale - Teatro La Goldonetta

Piero Ciampi: poeta e cantautore fino all’ultimo minuto, in jazz

Recensione
di Verso Blu

Sull’importanza di conoscere il testo di una canzone anche quando se ne propone una versione strumentale. Ciò che il jazz fa abitualmente. E’ un aspetto su cui tiene a soffermarsi Gianfranco Reverberi a proposito del disco realizzato, in collaborazione con il Premio Campi, dal Quartetto di Livorno: “Fino all’ultimo minuto. Le musiche di Piero Ciampi in jazz”. E’ l’opera con cui il Quartetto di Livorno vince la Targa speciale 2016, consegnata sul palco della Goldonetta da Franco Carratori, direttore artistico e presidente della giuria del Premio Ciampi. Nell’incontro dal titolo “Jazz e canzone d’autore”, Gianfranco Reverberi sottolinea il fatto che testo e musica di una canzone non sono mai separati. Chi lo tralascia, finisce per snaturare il senso della canzone stessa. Compositore, scopritore di Piero e autore delle musiche della prima parte della sua produzione artistica, Gianfranco interviene a pieno titolo nella serata finale del Premio Ciampi 2016. Si apre nella Sala Mascagni del Teatro Goldoni, dove Franco e Gianfranco disquisiscono circa il sapore di una sfida lanciata sulla conoscenza dell’artista Piero, partendo dall’ipotesi che egli sia stato influenzato, oltre che dalla canzone francese, dalla musica afro-americana: “Per questo – dice Carratori - abbiamo scelto il jazz come tema di questa edizione. Siamo entrati in un territorio diverso, anche rischioso, ma siamo soddisfatti della risposta del pubblico”. Gianfranco Reverberi, colui che peraltro ha animato la scuola di Genova, da Tenco a Lauzi, Gino Paoli e altri, dà un giudizio positivo sul rapporto tra canzone d’autore e jazz. E dice: “Quando eravamo ragazzi c’erano solo due alternative alla musica che ascoltavamo alla radio: la canzone francese e la musica americana. Tutti si sono ispirati ad entrambe e Piero Ciampi ha avuto un vantaggio in questo senso: poiché viveva in una città di mare, dove la musica americana arrivava in porto di contrabbando e si ascoltava nelle cantine come dei carbonari, lui ha potuto assimilarla; in più aveva dentro lo spirito swing della musica americana”. 

Finito il dibattito si apre il rito delle premiazioni, diviso in tre categorie: Sara Romani è la vincitrice del concorso nazionale, con il disco “Ciricò”. Leggerezza e naturalezza sono le due parole scandite nella motivazione che ha portato la giuria ad assegnarle il premio, per quel suo modo di fare musica che fa stare meglio, che scorre fluida ed esce dalla dimensione strettamente cantautorale per accogliere influenze mediterranee, caraibiche, irlandesi. Gli Esterina, invece, si aggiudicano il Premio miglior cover per la loro versione del brano “Fino all’ultimo minuto”. “Un colpo di fulmine necessario”: così è stato definito l’incontro tra gli Esterina e Piero Ciampi; e il loro tributo in note è stato “come vedere Piero in mezzo a un gruppo di giovani per i quali la musica è vita: dolorosa a volte, gioiosa a volte, necessaria sempre”. E poi, il terzo riconoscimento è il Premio speciale assegnato al Quartetto di Livorno. Tutto ciò succede davanti a Gianfranco Reverberi, al quale si rivolge Andrea Pellegrini, membro del Quartetto, per dirgli che: “Siamo in un periodo in cui si parla molto di Costituzione. Io credo che sia necessario ripartire dalla cultura e dall’arte e che persone come Reverberi siano i nostri padri costituenti”. Applausi e sentita chiusura della prima parte della serata.

Poi si sale alla Goldonetta, per il gran concerto finale, che porta otto proposte sul palco, sotto la conduzione di Paolo Pasi. Cominciano Altomare e Terzani, poi gli Esterina portano la loro versione, molto rock e insieme onesta, di “Fino all’ultimo minuto”. Al secondo cambio palco entrano, anzi tornano i Gatti Mézzi, a cui il Ciampi quest’anno ha fatto uno scherzetto, con questa storia del jazz. “Perché noi – spiega Tommaso Novi, il pianista dei Gatti – nell’ultimo disco abbiamo messo dentro di tutto tranne che il jazz. Quindi stasera bisogna rivangare nel passato”. E allora cominciano con un pezzo del loro quarto album che si chiama “Balena”, perché Francesco Bottai (voce e chitarra), ascoltando Piero ha capito che “lui era un gran sognatore”. “Di Ciampi – dice invece Tommaso - a me ha incuriosito il suo rapporto col mono femminile. Probabilmente “du’ patte” me le darebbe per questa canzone, e probabilmente ci riderebbe anche. D’altronde, piangiamo per le cose serie, importanti”. E quindi vai con “Lacrima meccanica”. Ma, infine, poteva mancare un bel “Cacciucco blues”? Manco per scherzo, la dedica del duo pisano ai livornesi è un must del loro repertorio.
Dopo l’umorismo, l’onore di ascoltare sul palco del Ciampi la vincitrice della ventiduesima edizione, Sara Romani, con quel pezzo in dialetto siciliano che si chiama “Ciricò” e racconta amabilmente della sua terra di provenienza. E dopo “la ballata delle parole complesse”, nuovo cambio palco.

“Se ne vanno i sapori del passato e del tempo che fu, stritolati dal tempo che avanza, Trump… Se ne vanno tutti, ma tanto, poi, in questa ruota che gira, ritornano”. E’ l’incipit del set di Luigi Mariano, che torna al Premio Ciampi, dopo avervi vinto la Targa speciale nel 2013, con i brani del suo ultimo “Canzoni all’angolo”. Lui che di Piero ama “la sua inquietudine oscura, perché è anche la mia – dice -, a volte”; ama “vedere come persona e artista in lui siano sempre la stessa cosa”. Ama “il suo essere sempre in fuga, per sentirsi in pace solo con la poesia”.
Giorgio Li Calzi e Johnson Righeira, con Fabio Gorlier al piano, guadagnano a seguire la scena e di Piero eseguono “Il lavoro”, brano con cui nel 1999 furono premiati alla voce “miglior cover”. E infine jazz. Sale sul palco il Quartetto di Livorno, formato da Andrea e Nino Pellegrini, Tony Cattano e Michele Vannucci. Franco Carratori consegna la targa e racconta la storia di un brano che Piero Ciampi recepì ed era solito cantare negli anni ’60: si tratta di “Istanbul (not Constantinople)”, canzone composta dagli americani nel 1953 e portata al successo dai Four Lads; fu resa nota in Italia dalla versione fatta da Renato Carosone. Il Quartetto di Livorno la ripropone, contribuendo a scoprire un altro tassello nella ricerca del percorso compiuto da Piero. Poi salgono note e categorie, finché sul palco arriva anche Scott Hamilton, jazzista americano, compositore e sassofonista considerato tra i maggiori esponenti del genere. Il connubio è ineccepibile, estremamente capace di rendere l’idea, senza bisogno di parole, del rapporto plausibile tra Piero e la musica afroamericana. Così si chiude la 22esima edizione: con una sfida vinta, un passo avanti nella ricerca, e un gesto che presto sarà compiuto per continuare a seguire le orme di Piero.In via Roma 1, a Livorno, sarà posta una targa al portone della sua casa natale, recante questo messaggio: “Piero Ciampi, poeta e cantautore fino all’ultimo minuto”.

Il set del Quartetto di Livorno: Istanbul (not Constantinople) – Ha tutte le carte in regola – Sporca estate – Fino all’ultimo minuto – Livorno. Con Scott Hamilton: Io e te, Maria – Il vino – La polvere si alza - Il merlo.

Video di Emilia Trevisani:

 

 

 

Il Premio Ciampi L'altrarte è un riconoscimento ad autori che pur provenendo da percorsi diversi condividono una versatilità che si traduce in attitudine al libero sconfinamento tra generi artistici

 

Valigie Rosse è un progetto editoriale attivo nell'ambito del più noto premio musicale intitolato al cantautore livornese Piero Ciampi

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