Il Premio L’Altrarte a Villa Mimbelli, “Piero Ciampi a fumetti” e Francesco Bottai allo Studio Gennai

  • Premio Ciampi L'altraarte
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  • "Piero Ciampi a Fumetti"
  • Francesco Bottai
    Francesco Bottai
  • Nino Pellegrini
    Nino Pellegrini
  • Francesco Bottai
    Francesco Bottai

    Foto di Furio Pozzi


    Recensione Di Verso Blù
    La poesia, le arti visive, i fumetti, la musica. Camaleontico il pensiero ciampiano, che gira una clessidra e come granelli scandisce il tempo per ritrovarsi anche oggi nelle gesta di tanti interpreti del nostro mondo. C’è chi lo fa in esilio volontario, come Aldo Piromalli, salutando la scena e rinunciando alla gloria, ma forse è una provocazione, perché nell’assenza si invoca la presenza. Quel desìo che consuma l’attesa di un volto che non arriva, ma tutto il resto sì e si sente ancora più forte nell’aria, nella dedizione di chi quel volto e la sua voce rappresenta, di chi dimostra che la ricerca è un patrimonio imprescindibile per comprendere la condizione umana e il suo rapporto con il contesto che cambia. Già, “il contesto è metà del lavoro”, recitava il motto di un progetto che, a partire dagli anni ’60, puntava ad ampliare il contesto sociale del lavoro degli artisti. È qualcosa su cui ha lavorato anche Anna Scalfi Eghenter, vincitrice accanto ad Aldo Piromalli del Premio Ciampi L’Altrarte “Si alzino le vele”, a cura di Riccardo Bargellini e Alessandra Poggianti, in collaborazione con Carico Massimo. L’iniziativa si svolge tutta dentro la maestosa Sala degli Specchi di Villa Mimbelli, dove Cecila Canziani rappresenta Anna e racconta di come lei, artista e sociologa, nelle sue opere rifletta sulle regole e sulle convenzioni, sulla memoria e sui luoghi di incontro. «Lavora sul minimo che diventa mimetico – illumina Alessandra Poggianti – e poi infiltrazione nella regola, costringendoci a ripensarla». Perché se cambiano le modalità di azione o gli strumenti, bisogna esser pronti a cambiare anche le regole. Aldo Piromalli, invece è «un artista performativo che ha nella ripetizione la sua cifra, il suo modo di essere presente», racconta Giulia Girardello, che ne fa le veci assieme ad Alessandro Manca. L’assenza come rinuncia al potere, a stare dentro a un sistema di regole. L’“Adius” ciampiano di Aldo trova la sua summa in una poesia manifesto che, per l’appunto, si chiama “Affanculo” e sancisce il distacco da tutto per immergersi nel silenzio: via da ogni cosa, successo, applausi, rivoluzione, solitudine, appuntamenti mancati, lavoro perso e trovato, ideologie, sistemi e chi più ne ha più ne metta. Contemporaneo di Ciampi, Piromalli arriva ancora oggi a noi grazie a una produzione indipendente che sgorga in continuazione e assume la forma della mail art, instaurando corrispondenze sotto forma di parole, immagini e musica. Così Marco Lenzi, compositore e musicologo livornese, si cimenta nello studio dei suoi spartiti e ne porta in scena una rappresentazione, consapevole che Aldo non dà alcuna indicazione su fraseggi, strumenti e lettura; lascia tutto alla libera interpreazione e, mediante Marco, ecco a noi la sua “espressività sorprendente”, caratterizzata da «momenti asettici, piatti, inespressivi. Ma si sa che l’inespressività è contraddittoria: se viene sopita, in qualche modo emerge da un’altra parte». E si rimette in moto, viaggiando verso altre forme di espressione, che nel sabato del Premio Ciampi ci portano allo Studio Gennai di Pisa per la seconda edizione di “Piero Ciampi a fumetti”. Dr. Pira, Francesco, Guarnaccia, Giovanni Timpano, La Tram, Maicol & Mirco, Silvia Rocchi e Taddei & Angelini: alcuni dei migliori talenti del fumetto italiano si confrontano con l’opera dell’artista livornese, per una trasposizione visiva delle sue canzoni. È la freschezza di un linguaggio moderno che si cimenta con un mostro sacro, che poi Francesco Bottai omaggia nel suo concerto esibendo con Nino Pellegrini al contrabbasso due brani di Piero, “Tu no” e “Io e te, Maria” in mezzo a una scaletta che propone pezzi del suo repertorio e anche un tributo a Giorgio Gaber. «Le canzoni servono per esorcizzare i tuoi mostri», sostiene Francesco, la cui poetica è ironia e sentimento, estrazione popolare e nobiltà d’animo. Questi “artisti allegoristi, edonisti, che non sanno aspettarsi”, in realtà sanno dirci di noi molto più di quanto sospettano.