In memoria di Piero Ciampi

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Nella foto, Modigliani, seduto sulla destra, con Gino Romiti (con la tavolozza), Bevenuto Benvenuti (seduto sulla sinistra) e Aristide Sommati (in piedi, col papillon).

Molti ricordano quel 28 aprile di 4 anni fa in cui fu inaugurata la lapide sulla casa natale del grande Piero Ciampi. All'artista livornese Livorno ha intitolato una via, a Montenero, ma soprattutto il noto Premio Ciampi, che quest'anno giunge alla sua ventiseiesima edizione.
Nel 2018 il Comitato Unesco Jazz Day Livorno promosso da Andrea Pellegrini insieme alla Banda Città di Livorno diretta da Massimo Ferrini, al Club per l'Unesco di Livorno e allo stesso Premio Ciampi, con il contributo del Comune di Livorno appose una targa in marmo sulla facciata di Via Roma numero 1 il cui testo riporta: "Qui nacque Piero Ciampi, poeta e cantautore fino all'ultimo minuto, 1934 - 1980".
La lapide fu scoperta, alla presenza della Banda cittadina, dal mitico Gian Franco Reverberi, considerato il fondatore della leggendaria scuola genovese dei cantautori, amico intimo e primo produttore di Ciampi, suo coetaneo e oggi vivente a Roma. Fu allora che nacque la tradizione, oggi giunta alla quarta edizione, di far suonare il tema di Fino All'Ultimo Minuto da due musicisti, uno dalla finestra dell'appartamento dove viveva Ciampi, posto al primo piano di via Roma 1, e l'altro dalla finestra della casa natale del grande Amedeo Modigliani posta, per un meraviglioso scherzo del destino, esattamente di fronte. Per 3 volte (nell'aprile 2018, nel novembre 2019 in occasione del premio Ciampi e il 19 gennaio del 2021 nell'anniversario della morte) si sono esibiti Tony Cattano, trombonista membro del Quartetto jazz di Livorno, e il sassofonista Beppe Scardino.
Mercoledi' 19 gennaio 2022, dopo l'omaggio alla tomba di Piero (Cimitero della Purificazione ore 10.30), ci trasferiremo, fra le 12 30 e le 13, in via Roma nei pressi delle due storiche abitazioni dove il poeta Aldo Galeazzi leggerà alcune poesie di Ciampi e il testo della canzone; inoltre saranno due trombettisti a eseguire la melodia del bellissimo brano, il cui titolo è ritenuto da Andrea Pellegrini "un manifesto artistico, un motto che afferma la necessità di vivere fino in fondo, veramente, con autenticità e profondità la propria vita come ha fatto Ciampi". Il 19 gennaio prossimo, quindi, oltre al nuovo straordinario talento del jazz italiano, il trombettista Giulio Mari, figlio del noto chitarrista Paolo e allievo del Maestro Marco Nesi presso il conservatorio Mascagni di Livorno, suonerà una giovane bravissima musicista con una storia familiare ricca di aspetti interessanti: si tratta infatti di Matilde Gori Sommati, anch'essa allieva del conservatorio livornese e membro del JazzLab di Andrea Pellegrini. Il bisnonno di Matilde, Aristide, ovvero il nonno paterno della madre, fu artista e amico proprio di Modigliani e da lui fu ritratto in un famoso disegno.
Aristide Sommati nacque a Livorno nel 1881 e fu padre di Piero Donato, partigiano medaglia d'oro al valor militare e titolare di un'altra via livornese. In base alle notizie raccolte dalla Galleria Athena, Aristide "dopo un periodo di formazione trascorso con Benvenuto Benvenuti nella Scuola di Arti e Mestieri di Livorno diretta dal pittore Lorenzo Cecchi si recò da Guglielmo Micheli", amico e allievo di Fattori e fra i primi insegnanti di Modigliani. Fu nello studio di Micheli che Sommati conobbe Modì. I due affittarono insieme uno studio in via della Scala nel quartiere di San Marco "ed assoldarono una modella che, per limitare le spese, ritrassero contemporaneamente. Alla fine della prima guerra mondiale, dopo il dolore patito a causa dell’incendio del suo studio posto in via dell’Ambrogiana e la perdita di molte delle sue opere Sommati decise di lasciare la pittura. Nel 1915 aveva disegnato e decorato gli interni di Villa Corucci ad Antignano. Si spense a Livorno agli inizi degli anni ’70".