2015

Andare, camminare, lavorare - Il Premio Ciampi tra necessità e virtù

di Franco Carratori
Abbiamo fatto di necessità virtù, ma ce la siamo cavata egregiamente, senza perdere un briciolo della nostra qualità e della nostra originalità. Questo ci ha indicato la nostra tormentatissima ventunesima edizione: 

dodici eventi in dodici giorni (10 - 21 novembre) in cui abbiamo messo in primissimo piano la musica, l'arte figurativa e la poesia, le tre grandi passioni di Piero, coinvolgendo nel nostro percorso ben dieci soggetti diversi (The Cage, Il Nuovo Teatro delle Commedie, Laboratori Blu Cammello, la Galleria Peccolo, La Galleria 70m2, l'Associazione Via Cambini, Dal Piulle, La Barrocciaia, La Cantina Senese, La Goldonetta), un serpentone di spazi che hanno visto in azione una compagnia molto ciampiana di musicisti, poeti, pittori, disegnatori, scrittori, attori: tutti artisti di notevole spessore, votati alla ricerca e alla creatività, in sintonia con lo spirito e le attitudini del Premio Ciampi. Abbiamo dovuto rinunciare al Teatro Goldoni, il "nostro" teatro, quello che abbiamo sempre utilizzato da quando è stato restituito alla città. E' stato molto doloroso, ma non si poteva fare altrimenti, visti i costi che comporta il suo uso e il budget risicato a nostra disposizione per l'inspiegabile passo indietro della Regione Toscana. Ci è venuta in soccorso La Goldonetta, un teatrino a noi molto caro perché in passato è stato sede di tanti convegni e incontri del Premio Ciampi e di lì sono passati - solo per ricordare alcune tra le personalità più celebri - Ligabue e Arbore, Lolli e Vecchioni, Finardi e Jack Bruce. Lì abbiamo anche sviluppato analisi e riflessioni che spesso si sono tradotte in progetti: un vero e proprio motore di idee, dunque. Stavolta ha ospitato i nostri due concerti finali e l'esperienza ha spazzato via i timori della vigilia, tanto che oggi possiamo dire di avere individuato nella Goldonetta una "riserva d'eccellenza" per la panchina degli spazi disponibili a Livorno nelle serate conclusive del Premio Ciampi. Certamente il Goldoni resta la "casa" a cui teniamo di più e ci auguriamo che nel 2016, superati i problemi economici con gli enti pubblici, possiamo tornare a viverci la nostra non stop finale, così come merita una rassegna di storia e prestigio così elevati come la nostra. Ma ci sono altri aspetti positivi che possiamo ricavare da questa edizione e sottolineare: in primo luogo il consolidarsi del Premio L'Altrarte (arte figurativa contemporanea) e del Premio Valigie Rosse (poesia) come veri punti di riferimento e poli d'attrazione, anche a livello internazionale, nei rispettivi campi d'intervento. Un ringraziamento, dunque, per il lavoro svolto e per le felici intuizioni, ai rispettivi direttori artistici, Riccardo Bargellini e Valerio Nardone. In secondo luogo mi sembra opportuno evidenziare che la nostra incursione in territori sinora inesplorati come il progetto "A cena tra le stelle" (menu ciampiani in tre trattorie accompagnati da contorni di musica, poesia e azioni teatrali) , l'happening di strada "Via Cambini" (con la Libera banda dell'Svs e i Sinfonico Honululu ad accompagnare gli apericena) e la connessione tra la presentazione di un libro musicale (il pomeriggio) con un concerto (la sera) abbiano dato buoni frutti. Sono iniziative che sicuramente meritano aggiustamenti, ma le riprenderemo per il potenziale che hanno. L’alto valore espressivo, la varietà dei linguaggi musicali, l’intensità e l’originalità dei contributi, il costante riferimento all’opera ciampiana hanno rappresentato il “leit motiv” di quanto abbiamo visto e ascoltato alla Goldonetta, ma mi sembra opportuno sottolineare, in questo contesto, lo spessore di Roots United e Lucia Carmignani, i vincitori dei nostri concorsi nazionali, un gruppo e una cantautrice con le carte in regola per recitare un ruolo di primissimo piano nelle musiche popolari italiane. E se Bobo Rondelli ha splendidamente ribadito con la sua performance al Nuovo Teatro delle Commedie la sua “familiarità” con il repertorio di Ciampi (tra non molto “Piero Ciampi ve lo faccio vedere io” diventerà un disco), al The Cage il rock italiano ha confermato di essere ancora vitale e creativo con il concerto del Teatro degli Orrori. Si è così riempita di luci la nostra vetrina culturale all’insegna della tradizione in movimento, del pescare tra le nostre radici per fare leva sulle ali del futuro, senza rinchiuderci tra le mura cittadine e con l’occhio ben attento ai fermenti che scuotono, in ogni ambito espressivo, la scena italiana e quella internazionale. Vorrei inoltre esprimere la gratitudine del Premio Ciampi a tutti gli artisti, alla nostra formidabile squadra, dai tecnici alla segreteria organizzativa, dai facchini alla security, al presentatore Paolo Pasi, ancora una volta impeccabile nel suo difficile lavoro, ai nostri giurati Antonio Vivaldi, Guido Siliotto e Manlio Manlia, fondamentali nelle azzeccate scelte dei materiali che arrivano ai nostri concorsi, alla nostra guida spirituale Gianfranco Reverberi, un giovane di 81 anni che oltre ad avere scoperto Piero Ciampi e rivoluzionato la canzone d'autore nel nostro paese, non si perde una nostra edizione e la vive con la passione e l'energia di un ventenne. Infine un messaggio a Piero Ciampi: "tanti anni fa, caro Piero, dopo aver pubblicato il tuo ultimo album ufficiale - il doppio Piero Ciampi dentro e fuori - nel corso di un'intervista al Radiocorriere affermasti che eri il più grande di tutti perché potevi prendere trecentomila lire a sera o anche mezzo milione e mandare un altro a cantare al posto tuo, tanto Piero Ciampi non lo conosceva nessuno. Bene. Vedi Piero, oggi questo lusso, grazie al capillare lavoro del Premio Ciampi, non te lo potresti più permettere".
Franco Carratori